Ecco le pagelle dei giocatori italiani dopo la partita di ieri pomeriggio. In neretto il migliore in campo per la nazionale italiana.
Gruppo F - Giornata 3
giovedì 24 giugno 2010
SLOVACCHIA - ITALIA (3 - 2)
Vittek 25' pt, 28' st
Di Natale 36' st
Kopunek 44' st
Quagliarella 47' st
MARCHETTI - 4.5
Prende tre reti ma la colpa non è certo tutta sua ma di un reparto che ha fatto acqua da tutte le parti, certo è che una mezza parata in più poteva farla
CANNAVARO - 5
Finisce con un'altra partita da dimenticare la carriera azzurra del capitano, pochi anticipi e spesso saltato, viene ammonito e rischia l'espulsione ma viene graziato dall'arbitro
CHIELLINI - 5
Non è reattivo sul secondo gol subito dall'Italia, deludente mondiale
CRISCITO - 4
Terrorizzato è l'aggettivo che gli si addice di più, molle nei contrasti e mai propositivo in avanti viene sostituito a inizio ripresa
MAGGIO - 5.5
Subentra a Criscito a inizio ripresa, è risucchiato anche lui nella pessima prova della squadra
ZAMBROTTA - 5
Non è il giocatare propositivo delle precedenti due partite e si vede, non spinge mai
DE ROSSI - 4.5
Sparisce completamente nel secondo tempo, le palle che gioca si contano sulle dita di una mano, colpevole nel primo e nel terzo gol subito
MONTOLIVO - 5
Sostituito dopo un'ora di gioco, non ci si accorge neanche della sua mancanza: a differenza delle altre due partite non azzecca una giocata
PIRLO - 6
Rileva Montolivo nella ripresa (11' st) e il suo ingresso accende un po' il gioco azzurro, complice anche il calo fisico degli avversari, e se lo avessimo avuto dalla prima partita...
GATTUSO - 4
Riesce a perdere più palloni di quelli che tocca, la grinta purtroppo non basta servono gambe sciolte
QUAGLIARELLA - 6.5
Entra anche lui a inizio secondo tempo, il suo mondiale inizia però quando è già finito per l'Italia, segna un bel gol ripordandoci sotto sul 3-2, chissà se avesse giocato un po' di più
DI NATALE - 5.5
Accorcia segnando il gol del 2-1, ma si divora due reti che sembrano essere facilissime da realizzare
IAQUINTA - 5
Ancora impreciso soprattutto sotto porta, bocciato complessivamente anche lui
PEPE - 5
Non è frizzante come in precedenza, colpevole l'errore che all'ultimo secondo poteva regalare il pareggio, non se la sente infatti di toccare la palla col sinistro e il risultato è quello che è
LIPPI - 4
Sbaglia forse a tenere in panchina Quagliarella che gioca solo un tempo su tre partite vista la gran voglia di fare che ha mostrato, certo che l'infortunio di Pirlo ci ha cambiato il mondiale ma non si può prescindere da un solo giocatore; campagna sudafricana da dimenticare ma nessuno gli toglierà la gloria di aver vinto nel 2006 in Germania
venerdì 25 giugno 2010
lunedì 21 giugno 2010
Speciale Mondiali di calcio FIFA - Sudafrica 2010
Ecco le pagelle dei giocatori italiani dopo la partita di ieri pomeriggio. In neretto il migliore in campo per la nazionale italiana.
Gruppo F - Giornata 2
domenica 20 giugno 2010
ITALIA - NUOVA ZELANDA (1 - 1)
Smeltz 7' pt
Iaquinta 29' pt (rig.)
MARCHETTI - s.v.
L'unico tiro nello specchio della porta al 7' del primo tempo segna il vantaggio neozelandese tra l'altro in fuorigioco, nessun altro intervento da parte del portiere azzurro nonostante un paio di brividi sulle conclusioni prima di Vicelich e poi di Wood
CANNAVARO - 5
Meno brillante della prima partita, si fa beffare da Smeltz nell'occasione del gol avversario, era sì fuorigioco ma l'attenzione deve restare sempre al massimo; nella ripresa viene saltato da Wood con troppa facilità e rischiamo il 2-1 in una delle pochissime azioni offensive della Nuova Zelanda
CHIELLINI - 5.5
Non brilla neanche lui, sembra troppo fuori forma e si vede perchè fatica troppo nei contrasti con gli avversari; nel primo tempo, dopo il gol subito, ha sul piede un buon pallone per un pari-lampo ma non è il suo mestiere
CRISCITO - 5.5
La sua partita si può riassumere con "copre e basta", mai incisivo davanti a differenza del primo incontro
ZAMBROTTA - 6.5
Il miglior giocatore azzurro di ieri al pari di Montolivo, si fa vedere spesso in avanti e prova anche a segnare con incursioni interessanti
MONTOLIVO - 6.5
Ha in mano il nostro centrocampo, dopo la prima partita questa è una conferma, risulta pericoloso in più occasioni con dei buoni tiri dalla distanza; coglie un palo clamoroso al 27' del primo tempo
DE ROSSI - 6
Risulta più spento che col Paraguay, si procura però il rigore che Iaquinta trasforma; non brilla in fase di impostazione sempre troppo vicino alla linea difensiva
PEPE - 6
Gioca un tempo, tutto sommato discretamente, Lippi lo sostituisce nell'intervallo un po' a sorpresa anche se effettivamente non ha mai provato a saltare l'uomo per creare superiorità
CAMORANESI - 5
Entra a inizio ripresa al posto di Pepe, un paio di palle messe in area avversaria e poco più, dovrebbe accendere la squdra invece perde un sacco di palloni
MARCHISIO - 4
Non è il suo mondiale e basta, non funziona nè da trequartista nè sulla fascia; molto probabilmente lascierà il posto a qualcun altro
PAZZINI - 5.5
Subentra a Marchisio (16' st) in un disperato "tutti all'attacco" ma niente da fare, poche le palle giocabili
GILARDINO - 4.5
Anche in questa partita non riesce a tenere una palla, impreciso negli stop e mal servito esce nell'intervallo
DI NATALE - 5
Stesso voto di Camoranesi perchè anche lui entrato a inizio secondo tempo per Gilardino, dovrebbe decisamente provare qualche giocata in più
IAQUINTA - 5.5
Niente sufficienza neanche a lui, si icarica di realizzare il rigore del pari ma non combina altro
LIPPI - 5
Sbaglia a togliere troppo presto Pepe quando poteva sacrificare prima di lui Marchisio; il 4-4-2 iniziale va bene ma manca qualcosa, vedi il fatto che sia Montolivo sia De Rossi sono venuti a prendere palla sulla linea dei difensori lasciando troppo sfilacciata la squadra in mezzo e costringendo a lanci lunghi facili prede degli "armadi" neozelandesi
Gruppo F - Giornata 2
domenica 20 giugno 2010
ITALIA - NUOVA ZELANDA (1 - 1)
Smeltz 7' pt
Iaquinta 29' pt (rig.)
MARCHETTI - s.v.
L'unico tiro nello specchio della porta al 7' del primo tempo segna il vantaggio neozelandese tra l'altro in fuorigioco, nessun altro intervento da parte del portiere azzurro nonostante un paio di brividi sulle conclusioni prima di Vicelich e poi di Wood
CANNAVARO - 5
Meno brillante della prima partita, si fa beffare da Smeltz nell'occasione del gol avversario, era sì fuorigioco ma l'attenzione deve restare sempre al massimo; nella ripresa viene saltato da Wood con troppa facilità e rischiamo il 2-1 in una delle pochissime azioni offensive della Nuova Zelanda
CHIELLINI - 5.5
Non brilla neanche lui, sembra troppo fuori forma e si vede perchè fatica troppo nei contrasti con gli avversari; nel primo tempo, dopo il gol subito, ha sul piede un buon pallone per un pari-lampo ma non è il suo mestiere
CRISCITO - 5.5
La sua partita si può riassumere con "copre e basta", mai incisivo davanti a differenza del primo incontro
ZAMBROTTA - 6.5
Il miglior giocatore azzurro di ieri al pari di Montolivo, si fa vedere spesso in avanti e prova anche a segnare con incursioni interessanti
MONTOLIVO - 6.5
Ha in mano il nostro centrocampo, dopo la prima partita questa è una conferma, risulta pericoloso in più occasioni con dei buoni tiri dalla distanza; coglie un palo clamoroso al 27' del primo tempo
DE ROSSI - 6
Risulta più spento che col Paraguay, si procura però il rigore che Iaquinta trasforma; non brilla in fase di impostazione sempre troppo vicino alla linea difensiva
PEPE - 6
Gioca un tempo, tutto sommato discretamente, Lippi lo sostituisce nell'intervallo un po' a sorpresa anche se effettivamente non ha mai provato a saltare l'uomo per creare superiorità
CAMORANESI - 5
Entra a inizio ripresa al posto di Pepe, un paio di palle messe in area avversaria e poco più, dovrebbe accendere la squdra invece perde un sacco di palloni
MARCHISIO - 4
Non è il suo mondiale e basta, non funziona nè da trequartista nè sulla fascia; molto probabilmente lascierà il posto a qualcun altro
PAZZINI - 5.5
Subentra a Marchisio (16' st) in un disperato "tutti all'attacco" ma niente da fare, poche le palle giocabili
GILARDINO - 4.5
Anche in questa partita non riesce a tenere una palla, impreciso negli stop e mal servito esce nell'intervallo
DI NATALE - 5
Stesso voto di Camoranesi perchè anche lui entrato a inizio secondo tempo per Gilardino, dovrebbe decisamente provare qualche giocata in più
IAQUINTA - 5.5
Niente sufficienza neanche a lui, si icarica di realizzare il rigore del pari ma non combina altro
LIPPI - 5
Sbaglia a togliere troppo presto Pepe quando poteva sacrificare prima di lui Marchisio; il 4-4-2 iniziale va bene ma manca qualcosa, vedi il fatto che sia Montolivo sia De Rossi sono venuti a prendere palla sulla linea dei difensori lasciando troppo sfilacciata la squadra in mezzo e costringendo a lanci lunghi facili prede degli "armadi" neozelandesi
martedì 15 giugno 2010
Speciale Mondiali di calcio FIFA - Sudafrica 2010
Da oggi e per la durata del mondiale azzurro, le pagelle dei giocatori italiani. In neretto il migliore in campo per la nazionale italiana.
Gruppo F - Giornata 1
lunedì 14 giugno 2010
ITALIA - PARAGUAY (1 - 1)
Alcaraz 39' pt
De Rossi 18' st
BUFFON - s.v.
Impossibile valutare l'estremo difensore azzurro, mai impegnato e incolpevole sul gol subito; esce nell'intervallo per un infortunio ancora da chiarire
MARCHETTI - s.v.
Senza voto anche il sostituto di Buffon, unico brivido per lui (e per tutti noi) un tiro che spizza quasi l'incrocio dei pali
CRISCITO - 6.5
Titubante nel primo tempo, si scuote nella ripresa con qualche buono spunto sulla sinistra
CANNAVARO - 6
L'errore difensivo che porta al vantaggio sudamericano è suo in "comproprietà" con De Rossi, complessivamente però è puntuale negli interventi e negli anticipi, molto meglio del giocatore visto in campionato con la Juventus
CHIELLINI - 6
Partita discreta giocata senza sbavature evidenti, da migliorare la fase di impostazione
ZAMBROTTA - 6
Scoppiettante l'inizio insieme a Pepe, si perde col passare del tempo e la sua partita diventa soprattutto difensiva
DE ROSSI - 7
E' stato l'anima della squadra di ieri; nonostatnte l'errore a metà nel gol subito, si riscatta coprendo bene gli spazi e segnando il gol del pari
MONTOLIVO - 6
Può fare molto meglio, buona però anche la sua prova, nonostante qualche defezione iniziale prende coraggio provando un paio di tiri dalla distanza insidiosi
PEPE - 7
Insieme a De Rossi il migliore in campo; generosissimo, corre dall'inizio alla fine, si propone e crossa, potrebbe però provare qualche "uno contro uno" in più; dal suo calcio d'angolo parte il pallone del pari italiano
MARCHISIO - 4.5
Non è serata, quel ruolo sulla trequarti proprio non è il suo non riuscendo nè a offendere nè a difendere; non è una bocciatura ma non deve giocare lì
CAMORANESI - 6
Il suo ingresso al posto di Marchisio (14' st) segna il cambio di passo azzurro, qualche spunto ma poca roba però per un giocatore come lui; ammonito, rischia anche l'espulsione, diciamo che lo ha condizionato l'infortunio subito nel periodo antecedente l'inizio del mondiale
IAQUINTA - 5.5
Impreciso e volenteroso sono gli aggettivi per lui nel secondo tempo quando ritrova il suo ruolo da punta; nel primo tempo da esterno è da bocciare
GILARDINO - 5
Anche per lui buona volontà ma talvolta è mal servito e anche quelle poche volte che ha la palla la perde facilmente, giornata no
DI NATALE - s.v.
Non è valutabile neanche il 10 azzurro, venti minuti scarsi al posto di Gilardino (26' st) senza un vero e proprio spunto offensivo
LIPPI - 6
La formazione messa in campo nel primo tempo non è un gran che; gli infortuni possono avere condizionato il modulo iniziale ma sembra che il famigerato 4-2-3-1 non vada molto bene a questa nazionale; bravo nel risistemare la squadra nel secondo tempo
Gruppo F - Giornata 1
lunedì 14 giugno 2010
ITALIA - PARAGUAY (1 - 1)
Alcaraz 39' pt
De Rossi 18' st
BUFFON - s.v.
Impossibile valutare l'estremo difensore azzurro, mai impegnato e incolpevole sul gol subito; esce nell'intervallo per un infortunio ancora da chiarire
MARCHETTI - s.v.
Senza voto anche il sostituto di Buffon, unico brivido per lui (e per tutti noi) un tiro che spizza quasi l'incrocio dei pali
CRISCITO - 6.5
Titubante nel primo tempo, si scuote nella ripresa con qualche buono spunto sulla sinistra
CANNAVARO - 6
L'errore difensivo che porta al vantaggio sudamericano è suo in "comproprietà" con De Rossi, complessivamente però è puntuale negli interventi e negli anticipi, molto meglio del giocatore visto in campionato con la Juventus
CHIELLINI - 6
Partita discreta giocata senza sbavature evidenti, da migliorare la fase di impostazione
ZAMBROTTA - 6
Scoppiettante l'inizio insieme a Pepe, si perde col passare del tempo e la sua partita diventa soprattutto difensiva
DE ROSSI - 7
E' stato l'anima della squadra di ieri; nonostatnte l'errore a metà nel gol subito, si riscatta coprendo bene gli spazi e segnando il gol del pari
MONTOLIVO - 6
Può fare molto meglio, buona però anche la sua prova, nonostante qualche defezione iniziale prende coraggio provando un paio di tiri dalla distanza insidiosi
PEPE - 7
Insieme a De Rossi il migliore in campo; generosissimo, corre dall'inizio alla fine, si propone e crossa, potrebbe però provare qualche "uno contro uno" in più; dal suo calcio d'angolo parte il pallone del pari italiano
MARCHISIO - 4.5
Non è serata, quel ruolo sulla trequarti proprio non è il suo non riuscendo nè a offendere nè a difendere; non è una bocciatura ma non deve giocare lì
CAMORANESI - 6
Il suo ingresso al posto di Marchisio (14' st) segna il cambio di passo azzurro, qualche spunto ma poca roba però per un giocatore come lui; ammonito, rischia anche l'espulsione, diciamo che lo ha condizionato l'infortunio subito nel periodo antecedente l'inizio del mondiale
IAQUINTA - 5.5
Impreciso e volenteroso sono gli aggettivi per lui nel secondo tempo quando ritrova il suo ruolo da punta; nel primo tempo da esterno è da bocciare
GILARDINO - 5
Anche per lui buona volontà ma talvolta è mal servito e anche quelle poche volte che ha la palla la perde facilmente, giornata no
DI NATALE - s.v.
Non è valutabile neanche il 10 azzurro, venti minuti scarsi al posto di Gilardino (26' st) senza un vero e proprio spunto offensivo
LIPPI - 6
La formazione messa in campo nel primo tempo non è un gran che; gli infortuni possono avere condizionato il modulo iniziale ma sembra che il famigerato 4-2-3-1 non vada molto bene a questa nazionale; bravo nel risistemare la squadra nel secondo tempo
venerdì 28 maggio 2010
Italia dall'Estero - Chi lotta contro la mafia in Italia teme la legge sulle intercettazioni
Pubblico un articolo della CBS del 21 maggio 2010 (traduzione da Italia dall'Estero):
Chi lotta contro la mafia in Italia teme la legge sulle intercettazioni
ROMA – I PM italiani che si occupano di criminalità organizzata hanno ricevuto venerdì scorso l’appoggio da parte di un funzionario di primo piano del sistema giudiziario americano nell’ambito della campagna contro una legge studiata dal governo Berlusconi per rafforzare drasticamente limiti alle intercettazioni.
L’assistente procuratore generale Lanny Breuer, responsabile della divisione criminale del Dipartimento di Giustizia, non ha voluto commentare direttamente la legge, ora in parlamento, che limiterebbe fortememente l’uso delle intercettazioni comprese quelle telefoniche e di videosorveglianza, e che inasprirebbe le multe per la pubblicazione stesse provenienti da indagini in corso.
Tuttavia, Breuer ha aggiunto che i pubblici ministeri americani non vogliono che sia fatto nulla che possa limitare il flusso di quelle che ha definito informazioni “straordinariamente utili” provenienti dai pubblici ministeri italiani che si occupano di crimine organizzato. Incalzato dai giornalisti sulla proposta di legge, Breuer ha affermato che gli americani sperano di “ricevere ancora le stesse preziose informazioni” che gli investigatori del crimine organizzato condividono regolarmente con le loro controparti negli Stati Uniti.
“Da un punto di vista di pubblico ministero, non vogliamo che succeda nulla” che possa ostacolare gli italiani dal fare il proprio lavoro nel combattere il crimine organizzato, ha affermato Breuer. Ha definito le intercettazioni “una parte essenziale” di tali indagini.
I PM siciliani ritengono che la legge renderebbe quasi impossibile catturare mafiosi latitanti o scoprire i loro crimini. I politici critici verso Berlusconi sostengono che il magnate dei media, i cui affari hanno portato a diverse indagini per corruzione e altri reati contro di lui, stia curando i propri interessi. Il premier, che nega ogni accusa, afferma che vuole di volere la legge per proteggere la privacy di tutti i cittadini.
Il Ministro della Giustizia italiana, Angelino Alfano, nella serata di venerdì ha rilasciato un comunicato di risposta ai commenti di Breuer, affermando che la collaborazione giudiziaria con Washington è “eccellente” e fruttuosa. Ha inoltre sottolineato il fatto che Breuer si fosse rifiutato di commentare direttamente il disegno di legge. “C’è pieno accordo con Washington sulle modalità e sugli obiettivi della cooperazione contro il crimine organizzato, com’è evidenziato dai numerosi contatti e incontri a tutti i livelli fra i due paesi” ha dichiarato Alfano.
(Articolo originale)
Chi lotta contro la mafia in Italia teme la legge sulle intercettazioni
ROMA – I PM italiani che si occupano di criminalità organizzata hanno ricevuto venerdì scorso l’appoggio da parte di un funzionario di primo piano del sistema giudiziario americano nell’ambito della campagna contro una legge studiata dal governo Berlusconi per rafforzare drasticamente limiti alle intercettazioni.
L’assistente procuratore generale Lanny Breuer, responsabile della divisione criminale del Dipartimento di Giustizia, non ha voluto commentare direttamente la legge, ora in parlamento, che limiterebbe fortememente l’uso delle intercettazioni comprese quelle telefoniche e di videosorveglianza, e che inasprirebbe le multe per la pubblicazione stesse provenienti da indagini in corso.
Tuttavia, Breuer ha aggiunto che i pubblici ministeri americani non vogliono che sia fatto nulla che possa limitare il flusso di quelle che ha definito informazioni “straordinariamente utili” provenienti dai pubblici ministeri italiani che si occupano di crimine organizzato. Incalzato dai giornalisti sulla proposta di legge, Breuer ha affermato che gli americani sperano di “ricevere ancora le stesse preziose informazioni” che gli investigatori del crimine organizzato condividono regolarmente con le loro controparti negli Stati Uniti.
“Da un punto di vista di pubblico ministero, non vogliamo che succeda nulla” che possa ostacolare gli italiani dal fare il proprio lavoro nel combattere il crimine organizzato, ha affermato Breuer. Ha definito le intercettazioni “una parte essenziale” di tali indagini.
I PM siciliani ritengono che la legge renderebbe quasi impossibile catturare mafiosi latitanti o scoprire i loro crimini. I politici critici verso Berlusconi sostengono che il magnate dei media, i cui affari hanno portato a diverse indagini per corruzione e altri reati contro di lui, stia curando i propri interessi. Il premier, che nega ogni accusa, afferma che vuole di volere la legge per proteggere la privacy di tutti i cittadini.
Il Ministro della Giustizia italiana, Angelino Alfano, nella serata di venerdì ha rilasciato un comunicato di risposta ai commenti di Breuer, affermando che la collaborazione giudiziaria con Washington è “eccellente” e fruttuosa. Ha inoltre sottolineato il fatto che Breuer si fosse rifiutato di commentare direttamente il disegno di legge. “C’è pieno accordo con Washington sulle modalità e sugli obiettivi della cooperazione contro il crimine organizzato, com’è evidenziato dai numerosi contatti e incontri a tutti i livelli fra i due paesi” ha dichiarato Alfano.
(Articolo originale)
lunedì 26 aprile 2010
Italia dall'Estero - La faida interna al Pdl esplode in uno scontro televisivo
Pubblico un articolo del Financial Times del 22 aprile 2010 (traduzione da Italia dall'Estero):
La faida interna al Pdl esplode in uno scontro televisivo
Le divisioni all’interno del partito di centro destra “Il popolo della libertà” di Silvio Berlusconi sono esplose pubblicamente ieri, quando a Roma un congresso direzionale è degenerato in un acceso scontro verbale tra il Premier italiano e Gianfranco Fini, co-fondatore del suo partito.
Trasmesse in diretta dalla televisione, le scene del contrasto senza precedenti hanno seguito mesi di tensioni tra i due politici su questioni politiche e identitarie fondamentali, che, a detta dei capi di partito, potrebbero portare alle elezioni anticipate qualora Berlusconi dovesse perdere la maggioranza in Parlamento.
Al momento Fini e il proprio gruppo di sostenitori relativamente piccolo restano nel partito, ma la decisione presa questa settimana di formare un gruppo parlamentare separato è stata definita da Berlusconi “un cancro”. Chiaramente furioso per il discorso lungo ed emotivo di Fini, che ha attaccato la sua direzione e la natura della coalizione di partito con la Lega Nord, Berlusconi è tornato deciso sul palco per un contrattacco, accusando il suo alleato di aver affermato in precedenza, durante la settimana, di rimpiangere di aver fondato il loro partito.
Gesticolando e puntando il dito contro Fini, il Premier settantatreenne l’ha sfidato a rassegnare le dimissioni dalla presidente della Camera e lo ha accusato di aver rifiutato di partecipare alla campagna elettorale per le elezioni regionali dello scorso mese. Fini, considerato uno dei potenziali successori di Berlusconi, si è alzato ancora in segno di protesta, sforzandosi di essere udibile sopra la confusione dell’auditorium pieno di persone.
Fini, che ha condotto il proprio partito Alleanza Nazionale lontano dalle sue radici neofasciste e lo ha poi fuso con Forza Italia per formare il Popolo della Libertà l’anno scorso, ha negato di essere un traditore, ma ha messo in evidenza le proprie importanti differenze con la Lega Nord. Fini ha accusato Berlusconi di aver subordinato il loro partito alle richieste della Lega, che ha ottenuto un’ampia crescita di consensi nelle elezioni regionali dello scorso mese, soprattutto a spese del Pdl. Inoltre ha criticato Berlusconi per il tentativo di risolvere i suoi problemi con i tribunali – dove sta affrontando due processi per accuse di corruzione e frode – provando a far approvare una legge che avrebbe bloccato migliaia di processi in corso da molto tempo, incluso il suo.
Il suo chiaro attacco alla Lega Nord e in particolare la linea dura di quest’ultima contro l’immigrazione, mette in evidenza gravi divisioni nella coalizione riguardanti il modo in cui dovrebbe essere governata l’Italia. Ha mostrato inoltre la natura frammentata del centro destra in Italia mentre si comincia a contemplare un futuro senza Berlusconi, al quale rimangono ancora 3 anni per terminare il mandato. Senza la Lega Nord, il centro-destra perderebbe la maggioranza al Senato.
Fini ha le radici in un movimento che sostiene uno Stato forte e un governo centrale. Questo lo pone in rotta di collisione con la Lega Nord di Milano, le cui posizioni regionaliste si sono espresse in passato con la richiesta di indipendenza per il nord, e ora si manifestano nella spinta verso una riforma fiscale che penalizzerebbe il meridione, più povero e dall’elevato tasso di criminalità.
(Articolo originale di Guy Dinmore)
La faida interna al Pdl esplode in uno scontro televisivo
Le divisioni all’interno del partito di centro destra “Il popolo della libertà” di Silvio Berlusconi sono esplose pubblicamente ieri, quando a Roma un congresso direzionale è degenerato in un acceso scontro verbale tra il Premier italiano e Gianfranco Fini, co-fondatore del suo partito.
Trasmesse in diretta dalla televisione, le scene del contrasto senza precedenti hanno seguito mesi di tensioni tra i due politici su questioni politiche e identitarie fondamentali, che, a detta dei capi di partito, potrebbero portare alle elezioni anticipate qualora Berlusconi dovesse perdere la maggioranza in Parlamento.
Al momento Fini e il proprio gruppo di sostenitori relativamente piccolo restano nel partito, ma la decisione presa questa settimana di formare un gruppo parlamentare separato è stata definita da Berlusconi “un cancro”. Chiaramente furioso per il discorso lungo ed emotivo di Fini, che ha attaccato la sua direzione e la natura della coalizione di partito con la Lega Nord, Berlusconi è tornato deciso sul palco per un contrattacco, accusando il suo alleato di aver affermato in precedenza, durante la settimana, di rimpiangere di aver fondato il loro partito.
Gesticolando e puntando il dito contro Fini, il Premier settantatreenne l’ha sfidato a rassegnare le dimissioni dalla presidente della Camera e lo ha accusato di aver rifiutato di partecipare alla campagna elettorale per le elezioni regionali dello scorso mese. Fini, considerato uno dei potenziali successori di Berlusconi, si è alzato ancora in segno di protesta, sforzandosi di essere udibile sopra la confusione dell’auditorium pieno di persone.
Fini, che ha condotto il proprio partito Alleanza Nazionale lontano dalle sue radici neofasciste e lo ha poi fuso con Forza Italia per formare il Popolo della Libertà l’anno scorso, ha negato di essere un traditore, ma ha messo in evidenza le proprie importanti differenze con la Lega Nord. Fini ha accusato Berlusconi di aver subordinato il loro partito alle richieste della Lega, che ha ottenuto un’ampia crescita di consensi nelle elezioni regionali dello scorso mese, soprattutto a spese del Pdl. Inoltre ha criticato Berlusconi per il tentativo di risolvere i suoi problemi con i tribunali – dove sta affrontando due processi per accuse di corruzione e frode – provando a far approvare una legge che avrebbe bloccato migliaia di processi in corso da molto tempo, incluso il suo.
Il suo chiaro attacco alla Lega Nord e in particolare la linea dura di quest’ultima contro l’immigrazione, mette in evidenza gravi divisioni nella coalizione riguardanti il modo in cui dovrebbe essere governata l’Italia. Ha mostrato inoltre la natura frammentata del centro destra in Italia mentre si comincia a contemplare un futuro senza Berlusconi, al quale rimangono ancora 3 anni per terminare il mandato. Senza la Lega Nord, il centro-destra perderebbe la maggioranza al Senato.
Fini ha le radici in un movimento che sostiene uno Stato forte e un governo centrale. Questo lo pone in rotta di collisione con la Lega Nord di Milano, le cui posizioni regionaliste si sono espresse in passato con la richiesta di indipendenza per il nord, e ora si manifestano nella spinta verso una riforma fiscale che penalizzerebbe il meridione, più povero e dall’elevato tasso di criminalità.
(Articolo originale di Guy Dinmore)
mercoledì 7 aprile 2010
Italia dall'Estero - Il Berlusconi show – recensione
Pubblico un articolo del Guardian del 18 marzo 2010 (traduzione da Italia dall'Estero):
Il Berlusconi show – recensione
Provate a immaginare. È il giorno delle elezioni, il 6 maggio o giù di lì. La Gran Bretagna sta andando a votare. Arriviamo al seggio, guardiamo le schede e la noia ci assale. I Laburisti, sbadigliamo. I Conservatori, russiamo. Chi vuole Gordon Brown o David Cameron alla guida del paese, quando si interessano solo di politica? Così cancelliamo tutti i nomi e ne scriviamo altri: gente di spettacolo, magnati dei media, razzisti, cantanti da crociera, playboy, donnaioli, criminali, evasori fiscali, e così via. Persone che renderanno la Gran Bretagna un po’ più divertente.
Poi, allo spoglio delle schede, ci si rende conto – senza grosse sorprese, è il caso di dirlo – che nessuno ha una maggioranza definita. Vabbè, nessun problema, quello di parlamentare è un lavoro che si può condividere. E così il 6 maggio 2010 o giù di lì, vengono eletti Rupert Murdoch, Peter Stringfellow (“Mi sembra che questo sia ufficialmente un governo con le palle” direbbe al momento di prendere servizio), Jane McDonald, Bruce Frosyth, Ron Atkinson, Lord Ashcroft e i Kray Twins per governare il paese. I Kray sono morti? Pazienza, gli altri possono prenderne il posto, pace all’anima loro.
Bene, il governo ha bisogno di proporre alcuni candidati in parlamento. Rupert seleziona un po’ di soubrettes. Peter sceglie alcune delle sue ballerine di lap-dance preferite. Jane, che ha viaggiato un po’, si candida. Ah! Questa è buona! Jane, veramente cara, guardati un po’ allo specchio, sei ormai quarantenne! Al suo posto viene invitata Shilpa Shetty del Grande Fratello, anche se Ron ha alcune riserve…
Vi sembra che tutto questo sia un po’ improbabile? È successo, e succede ancora, proprio dietro l’angolo, in Italia. Più o meno, esattamente come descritto sopra. Con l’eccezione del posto condiviso, perché loro hanno un tipo che fa tutto da solo. Meno male che Silvio c’è. Questa è il titolo della canzone ufficiale del suo partito.
Nel “Berlusconi Show” (andato in onda su BBC2) – un buon titolo – il giornalista Mark Franchetti, che ha vissuto lontano dal suo paese d’origine per 20 anni, vi è ritornato per capire come cavolo sia riuscito questo pagliaccio a governare una democrazia europea nel XXI secolo. Ad essere onesti, l’approccio di Franchetti è ancora migliore: lui parla con molte persone di entrambi gli schieramenti e analizza il contesto storico dell’ascesa al potere di Berlusconi. Un giornalismo giusto e bilanciato. Tuttavia, per lo spettatore, quello che emerge è qualcosa che fa rabbrividire. Non è che non lo avessimo saputo da prima: il controllo dei mezzi di comunicazione, i presunti legami con la mafia e la corruzione, i legami con l’estrema destra, i processi, le modifiche delle leggi, le prostitute e le ragazzine, la chirurgia estetica, i partiti, le gaffes, la maleducazione con Angela Merkel, il riferirsi a Obama come “abbronzato”. È solo che, quando tutto questo ci viene presentato tutto insieme, si resta a bocca aperta. Come cavolo è potuto succedere? Eppure è stato eletto 3 volte.
“Per 15 anni gli italiani lo hanno sostenuto democraticamente con il voto”, dichiara un giovane membro del partito. “Ci sono due spiegazioni: o gli italiani sono stupidi e non si rendono conto per chi votano o per 15 anni hanno continuato ad avere fiducia in lui.” Non sono sicuro che le due cose si escludano a vicenda, che ne dite? B potrebbe avvenire a causa di A. E non tutti gli italiani, solo molti di loro. O forse sono solo davvero molto tolleranti. In ogni caso, questo è stato un programma straordinario, affascinante e preoccupante allo stesso tempo.
(Articolo originale di Sam Wollaston)
Il Berlusconi show – recensione
Provate a immaginare. È il giorno delle elezioni, il 6 maggio o giù di lì. La Gran Bretagna sta andando a votare. Arriviamo al seggio, guardiamo le schede e la noia ci assale. I Laburisti, sbadigliamo. I Conservatori, russiamo. Chi vuole Gordon Brown o David Cameron alla guida del paese, quando si interessano solo di politica? Così cancelliamo tutti i nomi e ne scriviamo altri: gente di spettacolo, magnati dei media, razzisti, cantanti da crociera, playboy, donnaioli, criminali, evasori fiscali, e così via. Persone che renderanno la Gran Bretagna un po’ più divertente.
Poi, allo spoglio delle schede, ci si rende conto – senza grosse sorprese, è il caso di dirlo – che nessuno ha una maggioranza definita. Vabbè, nessun problema, quello di parlamentare è un lavoro che si può condividere. E così il 6 maggio 2010 o giù di lì, vengono eletti Rupert Murdoch, Peter Stringfellow (“Mi sembra che questo sia ufficialmente un governo con le palle” direbbe al momento di prendere servizio), Jane McDonald, Bruce Frosyth, Ron Atkinson, Lord Ashcroft e i Kray Twins per governare il paese. I Kray sono morti? Pazienza, gli altri possono prenderne il posto, pace all’anima loro.
Bene, il governo ha bisogno di proporre alcuni candidati in parlamento. Rupert seleziona un po’ di soubrettes. Peter sceglie alcune delle sue ballerine di lap-dance preferite. Jane, che ha viaggiato un po’, si candida. Ah! Questa è buona! Jane, veramente cara, guardati un po’ allo specchio, sei ormai quarantenne! Al suo posto viene invitata Shilpa Shetty del Grande Fratello, anche se Ron ha alcune riserve…
Vi sembra che tutto questo sia un po’ improbabile? È successo, e succede ancora, proprio dietro l’angolo, in Italia. Più o meno, esattamente come descritto sopra. Con l’eccezione del posto condiviso, perché loro hanno un tipo che fa tutto da solo. Meno male che Silvio c’è. Questa è il titolo della canzone ufficiale del suo partito.
Nel “Berlusconi Show” (andato in onda su BBC2) – un buon titolo – il giornalista Mark Franchetti, che ha vissuto lontano dal suo paese d’origine per 20 anni, vi è ritornato per capire come cavolo sia riuscito questo pagliaccio a governare una democrazia europea nel XXI secolo. Ad essere onesti, l’approccio di Franchetti è ancora migliore: lui parla con molte persone di entrambi gli schieramenti e analizza il contesto storico dell’ascesa al potere di Berlusconi. Un giornalismo giusto e bilanciato. Tuttavia, per lo spettatore, quello che emerge è qualcosa che fa rabbrividire. Non è che non lo avessimo saputo da prima: il controllo dei mezzi di comunicazione, i presunti legami con la mafia e la corruzione, i legami con l’estrema destra, i processi, le modifiche delle leggi, le prostitute e le ragazzine, la chirurgia estetica, i partiti, le gaffes, la maleducazione con Angela Merkel, il riferirsi a Obama come “abbronzato”. È solo che, quando tutto questo ci viene presentato tutto insieme, si resta a bocca aperta. Come cavolo è potuto succedere? Eppure è stato eletto 3 volte.
“Per 15 anni gli italiani lo hanno sostenuto democraticamente con il voto”, dichiara un giovane membro del partito. “Ci sono due spiegazioni: o gli italiani sono stupidi e non si rendono conto per chi votano o per 15 anni hanno continuato ad avere fiducia in lui.” Non sono sicuro che le due cose si escludano a vicenda, che ne dite? B potrebbe avvenire a causa di A. E non tutti gli italiani, solo molti di loro. O forse sono solo davvero molto tolleranti. In ogni caso, questo è stato un programma straordinario, affascinante e preoccupante allo stesso tempo.
(Articolo originale di Sam Wollaston)
martedì 6 aprile 2010
Italia dall'Estero - Oscurato
Pubblico un articolo dell'Economist del 24 marzo 2010 (traduzione da Italia dall'Estero):
Oscurato
Come Berlusconi limita il dibattito politico nei media italiani
Le elezioni regionali del 28 e 29 marzo saranno di importanza nazionale, come ha ammesso lo stesso Silvio Berlusconi. Un esame di popolarità per il Presidente del Consiglio dopo un problematico 2009. Il 20 marzo Berlusconi ha organizzato una manifestazione a Roma invitando tutti i suoi sostenitori, ma la partecipazione è stata deludente. Le elezioni potrebbero concludersi con una vittoria di margine.
In vista delle elezione, ci si potrebbe aspettare che il prinicipale canale delle reti televisive statali RAI offra un approfondito esame della campagna elettorale il 26 marzo. Invece, l’unico programma inizierà alle 23:10 e durerà solo cinque minuti. La prima serata sarà lasciata a due quiz e a un “talent show”. Non ci saranno commenti e analisi delle elezioni neanche sugli altri canali RAI o sulle reti private ‘Mediaset’ del Presidente del Consiglio. Non si direbbe mai che sia periodo elettorale.
Questo è un ottimo esempio del potere che Silvio Berlusconi esercita sui media italiani. In un paese dove i giornali vengono letti da pochi e dove Internet rimane poco diffuso, le reti televisive sono la principale fonte d’ informazione politica. In un contesto dove tre delle quattro principali reti private sono controllate dal Presidente del Consiglio, dove le reti statali seguono una linea filo-governativa, l’analisi delle notizie rimane superficiale anche nei casi migliori. Il direttore the TG1, Augusto Minzolini, manda apertamente in onda editoriali favorevoli alle politiche del governo. Quando l’avvocato inglese, David Mills, condannato per aver accettato tangenti da Berlusconi, evitò l’incarcerazione grazie alla prescrizione, il TG1 riportò la notizia affermato che l’avvocato era stato assolto.
Tutto questo rende le trasmissioni di approfondimento ancora più importanti. Nonostante nel 2000 fosse stata introdotta la par condicio per evitare favoritismi, l’organo di garanzia, l’Agcom, ha deciso il mese scorso che il miglior modo per evitare irregolarità sia di sospendere i talk show durante la campagna elettorale. Si potrebbe considerare questa decisione come esagerata puntigliosità, se non fosse per l’esistenza di prove che testimoniano come l’Agcom sia stata oggetto di pressioni da parte di Silvio Berlusconi. Inquirenti che investigavano su un caso di false carte di credito hanno casualmente intercettato conversazioni telefoniche tra il Presidente del Consiglio e un membro dell’ Agcom, nelle quali Berlusconi avrebbe richiesto la chiusura di “Annozero”, una trasmissione molto critica nei confronti del governo. Si ritiene che il suddetto membro dell’Agcom abbia offerto il sostegno dei suoi colleghi per preparare un protesta ufficiale.
Sotto richiesta delle quattro reti private e delle satellitari reti Sky di Rupert Murdoch, un tribunale ha annullato il provvedimento. Ma, né la RAI né Mediaset hanno mandato in onda le trasmissioni di approfondimento. Il quotidiano “Il Corriere della Sera” sta cercando di colmare il vuoto lasciato dalla televisione assumendo un famoso giornalista per presentare un programma sul proprio sito web. Il team di Annozero sta progettando una puntata a Bologna che andrà in onda in rete. Internet resta però un povero sostituto. Il “black out” televisivo ha chiuso la bocca anche a Berlusconi. Almeno fino al 23 marzo, quando è intervenuto per telefono in un popolare programma RAI della mattina durante la diretta esprimendo le proprie opinioni senza contradditorio.
(Articolo originale)
Oscurato
Come Berlusconi limita il dibattito politico nei media italiani
Le elezioni regionali del 28 e 29 marzo saranno di importanza nazionale, come ha ammesso lo stesso Silvio Berlusconi. Un esame di popolarità per il Presidente del Consiglio dopo un problematico 2009. Il 20 marzo Berlusconi ha organizzato una manifestazione a Roma invitando tutti i suoi sostenitori, ma la partecipazione è stata deludente. Le elezioni potrebbero concludersi con una vittoria di margine.
In vista delle elezione, ci si potrebbe aspettare che il prinicipale canale delle reti televisive statali RAI offra un approfondito esame della campagna elettorale il 26 marzo. Invece, l’unico programma inizierà alle 23:10 e durerà solo cinque minuti. La prima serata sarà lasciata a due quiz e a un “talent show”. Non ci saranno commenti e analisi delle elezioni neanche sugli altri canali RAI o sulle reti private ‘Mediaset’ del Presidente del Consiglio. Non si direbbe mai che sia periodo elettorale.
Questo è un ottimo esempio del potere che Silvio Berlusconi esercita sui media italiani. In un paese dove i giornali vengono letti da pochi e dove Internet rimane poco diffuso, le reti televisive sono la principale fonte d’ informazione politica. In un contesto dove tre delle quattro principali reti private sono controllate dal Presidente del Consiglio, dove le reti statali seguono una linea filo-governativa, l’analisi delle notizie rimane superficiale anche nei casi migliori. Il direttore the TG1, Augusto Minzolini, manda apertamente in onda editoriali favorevoli alle politiche del governo. Quando l’avvocato inglese, David Mills, condannato per aver accettato tangenti da Berlusconi, evitò l’incarcerazione grazie alla prescrizione, il TG1 riportò la notizia affermato che l’avvocato era stato assolto.
Tutto questo rende le trasmissioni di approfondimento ancora più importanti. Nonostante nel 2000 fosse stata introdotta la par condicio per evitare favoritismi, l’organo di garanzia, l’Agcom, ha deciso il mese scorso che il miglior modo per evitare irregolarità sia di sospendere i talk show durante la campagna elettorale. Si potrebbe considerare questa decisione come esagerata puntigliosità, se non fosse per l’esistenza di prove che testimoniano come l’Agcom sia stata oggetto di pressioni da parte di Silvio Berlusconi. Inquirenti che investigavano su un caso di false carte di credito hanno casualmente intercettato conversazioni telefoniche tra il Presidente del Consiglio e un membro dell’ Agcom, nelle quali Berlusconi avrebbe richiesto la chiusura di “Annozero”, una trasmissione molto critica nei confronti del governo. Si ritiene che il suddetto membro dell’Agcom abbia offerto il sostegno dei suoi colleghi per preparare un protesta ufficiale.
Sotto richiesta delle quattro reti private e delle satellitari reti Sky di Rupert Murdoch, un tribunale ha annullato il provvedimento. Ma, né la RAI né Mediaset hanno mandato in onda le trasmissioni di approfondimento. Il quotidiano “Il Corriere della Sera” sta cercando di colmare il vuoto lasciato dalla televisione assumendo un famoso giornalista per presentare un programma sul proprio sito web. Il team di Annozero sta progettando una puntata a Bologna che andrà in onda in rete. Internet resta però un povero sostituto. Il “black out” televisivo ha chiuso la bocca anche a Berlusconi. Almeno fino al 23 marzo, quando è intervenuto per telefono in un popolare programma RAI della mattina durante la diretta esprimendo le proprie opinioni senza contradditorio.
(Articolo originale)
Iscriviti a:
Post (Atom)

