venerdì 10 aprile 2009

Silenzio, per favore

Oggi è una giornata triste. Oggi è il giorno del lutto nazionale. Oggi non ci sono polemiche, se ne parlerà (ma badate che se ne deve parlare) da domani. Oggi è il giorno del silenzio per le vittime, ma non deve esserlo per i responsabili di quanto accaduto.
Silenzio, per favore.

giovedì 9 aprile 2009

Italia dall'Estero - La gaffe di Berlusconi: gli sfollati del terremoto dovrebbero prenderlo come “un weekend in campeggio”

Pubblico un articolo del Times del 8 aprile 2009 (traduzione da Italia dall'Estero):

La gaffe di Berlusconi: gli sfollati del terremoto dovrebbero prenderlo come “un weekend in campeggio”

A quanto pare, Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio italiano, ha commesso una grave gaffe dichiarando ad una stazione televisiva tedesca che le 17000 persone rimaste senza casa dopo il terremoto in Abruzzo dovrebbero provare a considerare la situazione come un “weekend in campeggio”.

Durante un giro nei campi tenda allestiti per i sopravvissuti del disastro di lunedì, in cui sono morte almeno 250 persone, Berlusconi ha dichiarato ad un reporter di N-TV: “Hanno tutto quello di cui hanno bisogno, hanno cure mediche, cibo caldo… Naturalmente la loro sistemazione attuale è un po’ precaria, ma dovrebbero provare a prenderlo come un weekend in campeggio”.

La settimana scorsa, il 72enne Premier ha minacciato misure “dirette e dure” contro la stampa italiana per la copertura data alle sue buffonate durante il G20 a Londra, quando Berlusconi ha perso un servizio fotografico ufficiale e ha infastidito la regina durante un altro servizio, questa volta urlando per attirare l’attenzione di Barack Obama.

Ma le sue dichiarazioni alla stazione televisiva tedesca devono annoverarsi tra le meno diplomatiche di una lunga carriera che l’ha visto paragonare un membro tedesco del Parlamento Europeo ad una guardia di campo di concentramento e descrivere Obama, due giorni dopo l’elezione alla presidenza degli USA, come “giovane, bello e abbronzato”.

Berlusconi ha ricevuto lodi in Italia per la sua pronta reazione al terremoto in Abruzzo: ha immediatamente cancellato una visita ufficiale a Mosca, dichiarando lo stato di emergenza per sbloccare fondi regionali e ha visitato la regione per supervisionare lo sforzo dei soccorsi.

La maggior parte degli sfollati dopo il terremoto di lunedì ha passato la notte nei campi di tende che sono comparsi intorno a L’Aquila, capoluogo della regione Abruzzo. Ai residenti è stato proibito di dormire nelle proprie case per paura di altre scosse, mentre migliaia di altri stanno dormendo in macchina.

Allo stesso tempo forti scosse di assestamento hanno minacciato oggi, due giorni dopo il devastante terremoto, le ricerche sempre più disperate.

Le scosse hanno peggiorato una notte di miseria per più di 200 sopravvissuti senza casa, che non sono riusciti a trovare riparo nei campi predisposti intorno a L’Aquila. “Vergognatevi” ha urlato una donna verso una delle tendopoli. “La RAI (televisione di stato) dice che tutto è sotto controllo, mentre noi non riusciamo nemmeno ad avere una tenda”.

Almeno sette forti scosse hanno colpito la regione durante la notte, l’ultima intorno le 6:30 del mattino. Una nonna, accudendo la nipotina di tre mesi, ha dichiarato che sapeva che le scosse di assestamento non avrebbero potuto far loro del male nella tenda, ma ha aggiunto: “Fa sempre paura quando senti tremare la terra”.

Molti ospiti dell’albergo Federico II a L’Aquila, uno dei pochi ancora aperti nella città medievale entro le mura, hanno preferito passare la notte nella propria macchina dopo aver notato crepe lungo le pareti.

Berlusconi ha dichiarato ieri che la ricerca di sopravvissuti continuerà per “altre 48 ore finché non saremo certi” che nessuna persona viva sia sotto le macerie. Ha dichiarato che finora 150 persone sono state estratte vive dalle strutture crollate. Fra di loro la 98enne Maria D’Antuono, che e stata tirata fuori dalle macerie 30 ore dopo il terremoto dicendo ai soccorritori di essersi tenuta occupata lavorando all’uncinetto.

(Articolo originale di Philippe Naughton)

mercoledì 8 aprile 2009

Italia dall'Estero - Qualche giorno fa un geologo aveva preannunciato il disastro ed era stato accusato di procurato allarme

Pubblico un articolo de El Mundo del 6 aprile 2009 (traduzione da Italia dall'Estero):

Qualche giorno fa un geologo aveva preannunciato il disastro ed era stato accusato di procurato allarme

Giampaolo Giuliani, tecnico e ricercatore del Laboratorio Nazionale di Fisica del Gran Sasso, lo aveva previsto.

Un forte sisma avrebbe scosso la zona de L’Aquila nei giorni a venire. Nonostante preannunciasse forti scosse, nessuno gli ha dato retta ed è stato inoltre accusato di procurato allarme.
Si sarebbe potuta evitare la tragedia se gli avessero dato ascolto?

Questa è la domanda che si pongono molti italiani dopo la morte di almeno 27 persone (articolo pubblicato alle 9.56, N.d.T.) in seguito al forte sisma di quasi 6 gradi di magnitudo che questa mattina ha scosso il centro Italia.
Grazie ad un sistema chiamato “Gamma Tracer” che utilizza nel suo laboratorio, Giuliani, qualche giorno fa, aveva preannunciato una serie di scosse nella zona che presagivano l’arrivo di un terremoto più forte.

Le sue dichiarazioni in un programma televisivo, hanno creato allarmismo tra gli abitanti delle zone limitrofe tra i quali prendeva corpo la paura della reale possibilità che avvenisse ciò che alla fine purtroppo è accaduto.

La sua previsione è stata quindi considerata allarmista e in pochi ne hanno tenuto conto nonostante anche il Centro Nazionale Terremoti avesse registrato i movimenti tellurici.

Anche il capo della Protezione Civile, responsabile del soccorso durante il terremoto, ha dato dell’imbecille a Giuliani il quale è tornato a ripetere che questa catastrofe si sarebbe potuta evitare.

La tesi di Giuliani si basa sull’analisi di un gas radioattivo, il Radon. Quando le faglie vengono attivate questo gas fuoriesce raggiungendo la superficie. È per questo che è riuscito a prevedere esattamente il luogo in cui il terremoto sarebbe avvenuto.

(Articolo originale)

Italia dall'Estero - L’Italia zittì lo scienziato che aveva previsto il terremoto

Pubblico un articolo della Reuters del 6 aprile 2009 (traduzione da Italia dall'Estero):

L’Italia zittì lo scienziato che aveva previsto il terremoto

ROMA - Uno scienziato italiano aveva previsto un grande terremoto intorno a L’Aquila settimane prima del disastro che lunedì ha colpito la città, uccidendo più di 90 persone, ma fu denunciato alle autorità con l’accusa di diffondere il panico tra la popolazione.

Il governo lunedì ha ribadito che gli avvertimenti del sismologo Giacchino Giuliani non avevano basi scientifiche.

Le prime scosse nella regione furono avvertite a metà gennaio e sono continuate ad intervalli regolari, causando un allarme crescente nella città medievale a circa 100 chilometri ad est di Roma.

Dopo che Giuliani, dell’Istituto nazionale di Astrofisica, aveva annunciato che stava per arrivare un grande terremoto, dei furgoni con altoparlanti erano circolati per la città un mese fa dicendo ai residenti di lasciare le loro case e scatenando la rabbia del sindaco.

Giuliani, che aveva basato la sua previsione sulle concentrazioni di gas radon nelle aree sismicamente attive, fu denunciato alla polizia per “procurato allarme” e fu costretto a togliere le notizie delle sue scoperte da Internet.

Dopo che i mezzi di comunicazione hanno domandato se il governo ha protetto in modo opportuno la papolazione alla luce di questi avvertimenti, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nella conferenza stampa è parso sulla difensiva.

Ha detto che ora è il momento di concentrarsi sui soccorsi e che “possiamo discutere in un secondo momento sulla prevedibilità dei terremoti”.

A L’Aquila, la Protezione Civile italiana aveva indetto il 31 marzo una riunione della Commissione Grandi Rischi, radunando scienziati incaricati di valutare questi rischi, per rassicurare i cittadini.

“Le scosse avvertite dalla popolazione sono parte di una sequenza tipica… (che è) assolutamente normale in un’area sismica come quella che circonda L’Aquila” ha detto la Protezione Civile in un comunicato alla vigilia della riunione. Aggiungeva che l’agenzia non vedeva ragioni di allarme, ma che in ogni caso stava procedendo con “continui monitoraggi ed attenzione”.

Il capo dell’agenzia, Guido Bertolaso, si è riferito a quella riunione nella conferenza congiunta di lunedì con Berlusconi.

La Commissione Grandi Rischi concludeva che non c’era motivo di prevedere un terremoto più intenso delle scosse precedenti, ha affermato. “Non è possibile prevedere un terremoto, secondo il parere della comunità scientifica internazionale”.

Enzo Boschi, il capo dell’Istituto Nazionale di Geofisica, ha detto che il vero problema per l’Italia è la persistente incapacità di prendere precauzioni adeguate nonostante una storia di tragici terremoti. “Ci sono i terremoti, ma poi dimentichiamo e non facciamo niente. Non è nella nostra cultura prendere precauzioni o costruire edifici in modo adeguato nelle aree in cui ci possono esserci forti terremoti” ha detto.

(Articolo originale di Gavin Jones)

sabato 4 aprile 2009

Italia dall'Estero - Un disegno di legge contro i diritti

Pubblico un articolo di Nature del 2 aprile 2009 (traduzione da Italia dall'Estero):

Un disegno di legge contro i diritti

Il Senato italiano ha approvato un disegno di legge che ignora la volontà dei pazienti e la Costituzione stessa del Paese.

Editoriale

Il 26 marzo il Senato italiano ha approvato un disegno di legge che darebbe ai medici del Paese il diritto di ignorare il testamento biologico di coloro che sono in uno stato vegetativo permanente, per provare a tenere in vita i pazienti grazie alla nutrizione artificiale.

La misura ha causato intense polemiche. Molti Paesi possiedono leggi o codici stabiliti per le procedure mediche, che proteggono la volontà espressa da un individuo di rifiutare trattamenti qualora diventi gravemente inabile ed incapace di comunicare. Nella maggior parte degli stati USA, per esempio, un medico deve negoziare con i parenti attraverso un comitato etico, se crede che un paziente incapace di comunicare possa trarre beneficio da ulteriori trattamenti. Invece il disegno di legge italiano, ora in discussione in Parlamento, consente espressamente ai medici di ignorare tali testamenti biologici. Esso afferma inoltre che la nutrizione artificiale - che richiede l’impianto di un tubo per l’alimentazione nello stomaco - non sia considerata un intervento clinico.

Curiosamente, la legge proposta si applica solo ai pazienti in coma profondo e prolungato, noto come stato vegetativo persistente, e non a quelli con altre malattie inabilitanti in modo simile. Questo perché il disegno di legge è stata incitato dalla recente ed ampiamente pubblicizzata morte di Eluana Englaro, che ha passato 17 anni in stato vegetativo in seguito ad un incidente automobilistico avuto all’età di 21 anni. Il padre, sostenendo che sua figlia avesse espresso il desiderio di essere lasciata morire qualora avesse perso la capacità di intendere e volere, aveva insistito con i medici riluttanti affinché le sospendessero l’alimentazione artificiale. Alla fine, ha intrapreso un’azione legale, avendo la meglio in un tribunale dopo l’altro nella battaglia contro gli appelli dei medici. A febbraio, ha ottenuto finalmente che la figlia venisse trasferita in un ospedale disposto a rimuovere il tubo dell’alimentazione. Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha emanato un decreto di urgenza per bloccare il processo, ma il Presidente della Repubblica si è rifiutato di firmarlo. La crisi costituzionale è stata evitata quando la Englaro è morta il 9 febbraio.

I sondaggi hanno evidenziato che la larga maggioranza di italiani non appoggiano l’idea che il testamento biologico possa essere ignorato. Ma le società scientifiche più importanti sono rimaste in silenzio. La Federazione dei Medici Italiani ha pubblicato solamente una mite dichiarazione in seguito al voto del Senato, suggerendo che avrebbe dovuta essere stata consultata a riguardo.

Nel corso di una vicenda così tragica come quella della Englaro, un sentimento alimentato dai media non è certo una buona base per fare leggi. La Costituzione italiana afferma che nessuno può essere costretto a sottoporsi ad un trattamento medico senza il suo consenso. La camera dei Deputati deve ora assicurare che il disegno di legge venga permeato dal giusto livello di complessità scientifica e legale e che risponda a tale disposizione costituzionale. La discussione avrà bisogno di considerare il richiesto maggiore coinvolgimento della comunità medica e le disposizioni dovrebbero essere fatte tenendo conto delle obiezioni di coscienza di chi si prende cura dei pazienti. Ma un medico la cui coscienza impedisca di rimuovere personalmente un tubo per l’alimentazione non dovrebbe certo avere l’ultima parola sulla vita o la morte di un paziente la cui volonta è stata espressa chiaramente.

(Articolo originale)

giovedì 2 aprile 2009

Italia dall'Estero - Sono più pallido di Barack Obama, è l’ennesima gaffe di Silvio Berlusconi

Pubblico un articolo del Guardian del 30 marzo 2009 (traduzione da Italia dall'Estero):

Sono più pallido di Barack Obama, è l’ennesima gaffe di Silvio Berlusconi

Non soddisfatto di aver già definito Barack Obama “abbronzato”, Silvio Berlusconi oggi è tornato sull’argomento, dichiarando ad un giornalista di essere più pallido del Presidente USA.

In seguito al commento di un giornalista, secondo il quale la risposta alla crisi economica globale aveva in qualche modo accostato Berlusconi ad Obama, il Presidente del Consiglio italiano, rinomato per la perfetta e perenne abbronzatura, ha ribattuto: “Sono anche più pallido, perché è da molto tempo che non mi metto al sole”. E ha aggiunto: “Lui poi è più bello, giovane e alto”.

La sua replica fa eco al commento che lo mise nei pasticci lo scorso novembre quando a Mosca dichiarò scherzosamente che Dmitri Medvedev non avrebbe avuto difficoltà ad andare d’accordo con la sua nuova controparte americana perché Obama, come il Presidente russo, è “bello, giovane e abbronzato”. Il settantaduenne imprenditore dei media e politico conservatore replicò ai rimproveri in merito ai suoi commenti dicendo che i suoi critici non avevano senso dell’umorismo.

La sua ultima gaffe è arrivata proprio nel bel mezzo delle critiche subite nel suo stesso paese per altre due “battute” trovate offensive da alcuni compatrioti.

L’opposizione, già indignata per il suo uso del voto di fiducia per forzare l’approvazione di leggi senza un vero dibattito, si è indignata quando Berlusconi ha dichiarato che i membri del Parlamento sono lì “per fare numero”. Era stato anche criticato in precedenza dai sindacati per aver dichiarato che le persone che hanno perso il lavoro a causa della crisi internazionale dell’economia dovrebbero “trovarsi qualcosa da fare”. Berlusconi ha aggiunto inoltre che, se fosse accaduto a lui di venire licenziato, certamente non se ne starebbe “a girarsi i pollici”.

(Articolo originale di John Hooper)

Italia dall'Estero - Italia: l’ombra del fascismo

Pubblico un articolo del Guardian del 30 marzo 2009 (traduzione da Italia dall'Estero):

Italia: l’ombra del fascismo

Editoriale

L’obiettivo principale di Silvio Berlusconi nella veste di Presidente del Consiglio sembra palesemente e spudoratamente ovvio. Sin da quando è entrato con prepotenza nel vuoto politico creatosi nel 1993, simultaneamente a destra con gli scandali di corruzione e a sinistra con la scomparsa del comunismo italiano, Berlusconi ha usato la propria carriera e potere politico per proteggere se stesso e il proprio impero mediatico dalla legge.

Durante il più lungo dei suoi tre mandati come Presidente del Consiglio, Berlusconi non solo è riuscito a consolidare la propria posizione di per sé già forte nell’industria italiana delle telecomunicazioni, di cui possiede attualmente circa la metà, ma è anche riuscito a fare approvare alcune leggi che gli garantiscono l’immunità giudiziaria. Quando la precedente legge è stata poi dichiarata incostituzionale, il neo-eletto Berlusconi l’ha ripresentata sotto nuove spoglie l’anno scorso ed è riuscito a farla approvare.

Il successo di Berlusconi è dovuto in parte alla sua audacia, ma soprattutto alla crescente debolezza dei suoi avversari. La sinistra italiana, in particolare, non è riuscita ad organizzare un’opposizione efficace. Eppure l’ultima mossa di Berlusconi, messa a punto ieri, che consiste nell’ingresso di Alleanza Nazionale - partito che nasce direttamente dalla tradizione fascista di Benito Mussolinidi - nella sua nuova formazione, il Popolo delle Libertà, potrebbe lasciare un segno più profondo nella vita pubblica italiana di qualsiasi altra azione fatta in passato dal magnate populista.

A differenza della Germania postbellica, l’Italia del dopoguerra non ha mai fatto i conti con la propria eredità fascista. Il risultato è che mentre in Germania il neofascismo non è mai riaffiorato seriamente, in Italia ci sono stati importanti segni di continuità, tra cui leggi e funzionari ereditati dall’era Mussolini e la rifondazione postbellica del rinominato partito fascista, a dispetto di una cultura pubblica in principio anti-fascista. Queste continuità stanno diventando più forti proprio ora. È un giorno di vergogna per l’Italia.

Alleanza Nazionale, tuttavia, ha fatto molta strada negli ultimi 60 anni. Il suo capo, Gianfranco Fini, ha abbandonato le vecchie ideologie politiche e ha diretto il partito verso il centro. Ha lavorato per più di 15 anni come alleato di Berlusconi. Parla della necessità del dialogo con l’Islam, denuncia l’antisemitismo e sostiene l’idea di un’Italia multietnica, posizioni che difficilmente si conciliano con quelle di Berlusconi, noto per le sue campagne populiste contro i rom e gli immigrati e propenso ad un razzismo leggero.

Nonostante le sue lontane origini liberali, l’Italia moderna è storicamente un paese di destra. Eppure, è sconvolgente pensare che tra i 20 capi mondiali che si incontreranno questa settimana al vertice sull’economia a Londra ci sarà un capo di Stato che ha ricostruito oggi la propria base politica sulle fondamenta gettate dai fascisti e che afferma che è probabile che come risultato la destra resterà al potere per generazioni.

(Articolo originale)